SUONO DI SHOFAR A AUSCHWITZ

information particulars

Sound of *Shofar at Auschwitz

Poem in Hebrew by NOEMI VOGELMANN

(Tel Aviv, Israel)

Music by GIANCARLO GALTIERI (Italy)

POEM in Hebrew 

Free download  in PDF format

Noemi Vogelmann was born in Katowice, Poland.  She graduated from the Hebrew University in Jerusalem, holds a PhD from Cambridge, is a scholar of the Genizah Manuscripts in Cairo and in Maimonide.  Professor Vogelmann is also a poet and lecturer. At some point in her life, Noemi discovered Rome and Italy.  Published in Italian are  “The Pain of the Beautiful” in 1992 and “Rome”, a love story in 1997.  She wrote numerous books on philosophy, narratives and on religious themes. Giancarlo Galtieri composed a Choir and Orchestra work based on his own text, “Sound of the Shofar at Auschwitz” (Verona, Italy 2000). Noemi also had an interest in Jewish-Christian dialogue activities, among other things, she participated in one of Camaldoli's Conversations. Noemi Vogelmann is the daughter of Rav Mordekhai Vogelmann, who was born in Poland, but a resident of Israel.

(*)  A Shofar is an ancient musical horn made from a ram's horn, used for Jewish religious purposes.

PREFACE

"My journey to Poland in August l983 was unexpected. I was afraid to see Poland, eye to eye, a Poland emptied of its Jewish population, the land my ancestors came from, descendents in a long chain of rabbinical scholars.

My university colleagues in Israel were planning this journey. I knew I would participate in it. I told my father, Rabbi Dr. Mordechai Vogelmann, a survivor of the Shoah, who was the last Rabbi of the Kattowitz (Katowice) Jewish

Community, that I was planning to join a tour to Poland where I would try to find my parent's home.

On my return I showed him my photographs of the house. He was so moved and excited. He could scarcely believe that I had really entered by the very door that we knew, now with the cavity of the torn-away Mezuzah. It is indeed difficult to grasp. From Katowice it is a mere half an hour by car to Auschwitz.

Our Polish visit began in Warsaw, and included the death camps of Treblinka, Maidanek and Auschwitz. Images of hell. In Birkenau, on the top of the watchtower that has remained untouched to this day, I stood alone, looking

around heartbroken. There, I began to write my plaint which was to become the "Sound of Shofar at Auschwitz".

I knew that a part of my family had perished there. Arnong them, my little blond cousin, Sissel Vogelmann from Florence, a child of six years, together with her mother, Anna. My visit to Poland developed into an endless stream of inner tears. My parents escaped by a series of miracles, carryng me, then a small child, with them, until we reached Erez Israel. When I was a student at the Hebrew University in Jerusalem, I worked at the Yad Vashem Institute, while my heart filled with devotion and commitment to the building of a memorial eternalising the catastrophe of the Jewish people during the Second World War. After a few years work at Yad Vashem I

could not continue. I was emotionally hurt by the documents, the books, the photographs, the atmosphere. Only now, after long years, I returned to visit the place in Jerusalem.

During recent years I have been teaching and carrying out research in Italy and giving lectures on Jewish history and thought at the universities of Florence, Bologna, Pisa, and in several public forums. I also had the honour of speaking with Pope John Paul II at the Vatican in the summer of 1991. His Wadowice and my Katowice were mentioned in our conversation, together with the possibility of his visiting Israel. In a subsequent letter to the Pope I wrote of the fate of the Jewish people and of the need to do everything possible to counter anti-semitism. I sent him my poem "Suono di Shofar a Auschwitz" .

The sound of the Shofar continues to carry our prayers of hope and longing for a full life in peace and dignity. May there never be another Shoah in any part of the world!

This is the hope I seek to instill in my children in Israel as well as in my family and friends both in Israel and in other countries. The Hope of Shalom,the Eternal Peace."

                             Noemi Vogelmann

 

PREFAZIONE (traduzione in italiano)

Il mio viaggio in Polonia nell'agosto del 1983 fu inaspettato. Temevo di vedere con i miei occhi la Polonia, la terra dalla quale venivano i miei antenati attraverso una catena di discendenti degli studiosi rabbinici, svuotata della sua popolazione ebraica.

In Israele i miei colleghi di università stavano organizzando un simile viaggio.

Seppi che anch'io vi avrei potuto prendere parte. Dissi a mio padre, il Rabbino Dr.Mordechai Vogelmann, sopravissuto alla Shoah, che fu l’ultimo Rabbino della Comunità Ebrea Di Kattowitz (Kattowice), che avevo intenzione di effettuare un viaggio in Polonia dove avrei cercato di ritrovare la casa dei miei genitori.

Al mio ritorno gli mostrai le fotografie della casa. Lui era commosso ed eccitato ad un tempo.

A stento riusciva a credere che fossi davvero passata attraverso la stessa porta che reca ancora il segno ormai vano della Mezuzah strappata via. E' difficile da capire. Katowice è a mezz' ora di macchina da Auschwitz.

Il nostro viaggio in Polonia cominciò da Varsavia e incluse la visita ad alcuni campi di concentramento: Treblinka, Maidanek Auschwitz.

L’inferno. A Birkenau, sulla sommità della torre di guardia che ha mantenuto intatta la sua struttura sino ad oggi, io stavo in piedi guardandomi intorno con il cuore straziato.

Là, su un pezzo di carta, scrissi il mio pianto, che divenne poi il "Sound of Shofar in Auschwitz".

Seppi che parte della mia famiglia perì là. Tra loro, la mia cuginetta bionda, Sissel Vogelmann di Firenze, una bambina di sei anni e sua madre, Anna. Il viaggio in Polonia divenne un fiume infinito di lacrime segrete.

I miei genitori riuscirono a scappare per miracolo portando me, bambina, con loro e raggiungendo Erez, in Israele. Quando ero studentessa alla Hebrew University di Gerusalemme, lavoravo allo Yad Vashem Insitute; allora sentivo il mio cuore colmo di sentimenti di devozione impegnato a costruire un luogo che in eterno ricordasse la catastrofe subita dagli Ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale.

Dopo un lavoro di pochi anni allo Yad Vashem, non ero più in grado di continuare.

I documenti, i libri, le fotografie, l'atmosfera che respiravo mi addoloravano troppo. Solo ora, dopo parecchi anni, sono ritornata a visitare quel luogo a Gerusalemme. Negli ultimi anni sto effettuando ricerche e insegnando in Italia nelle Università di Firenze, Bologna, Pisa e in molti convegni pubblici. Ho avuto altresì l'onore di parlare con il Papa Giovanni Paolo II in Vaticano nell’estatedel 1991. La sua Wadowice e la mia Katowice furono menzionate nella nostra conversazione nel corso della quale io accennai ad un suo eventuale viaggio in Israele.

In una lettera a lui indirizzata gli parlai del destino degli Ebrei e della necessità di fare tutto il possibile contro l'antisemitismo.

Gli inviai il mio poema " Suono di Shofar a Auschwitz". Il suono di Shofar continua a portare avanti le nostre preghiere di speranza e desiderio di vita piena in pace e dignità. Mai più una Shoah in qualche parte del mondo!

Questa speranza vorrei trasferirla ai miei figli, alla mia famiglia e agli amici in Israele e

negli altri Paesi. La speranza Pace, di Pace Eterna.

                                  Noemi Vogelmann

SUONO DI SHOFAR A AUSCHWITZ

Noemi Vogelman 

(Traduzione dall'ebraico di Piero Capelli, utilizzata come testo dell'opera)

Siamo giunti alla fine del mondi.

La diaspora polacca. Binari tronchi.

Sette tonnellate di capelli

innumerevoli paia di occhiali

sette tonnellate di capelli

montagne di valigie abbandonate

e scialli da preghiera nel museo.

Una gente intera distrutta in uno sterminio sistematico.

 

Siamo arrivati a voi

siamo arrivati a voi torturati fra i torturatori

per prestare orecchio al tremendo silenzio della morte

che si stende dominatore sul vostri campi.

Campi di morte

morte senza fine

senza fine umiliazione dell'uomo

scientificamente.

 

File su file di camini dei forni

- che mai hanno riscaldato le vostre baracche

divorate dai ratti -

sono rimaste, segnacolo di sangue, nei campi maledetti.

 

O Signore o Signore Dio di clemenza e misericordia

quando sarai per noi Dio di rancore e vendetta.

Quattro milioni

quattro milioni:

mosaici su mosaici di ossa di ebrei

sono incastonati nelle distese della morte.

Schegge fra le schegge,

pavimenti di polvere creata ad immagine.

 

Terra maledetta. Non gridera mai più.

Mal più.

Yosselekh, Moishelekh, Yankelekh,

Sisselekh, Lealekh e Miralekh,

il vostro tormento senza parola si sgomenta

all'udire un suono redento dl shofar:

staccato tesi verso il ricordo

nel silenzio abbruciato dl milioni dl anime

e un pugno di terra di Gerusalemme.

 

Aushwitz-Birkenau,

Elul cinquemila settecento quaranta tre.

Usciti di senno a quel che hanno visto i nostri occhi

siamo giunti alla fine dei mondi.

Cracovia - Tel Aviv, 1° settembre 1983

If you are interested, I hope you'll feel free to request the full score  of "SUONO DI SHOFAR AT AUSCHWITZ "for Choir and Orchestra -  I'd be happy to send it to you in PDF format, at no charge.  

 

SUONO DI SHOFAR A AUSCHWITZ

(literary text by Noemi Vogelmann, music by Giancarlo Galtieri)

LEGNI (Woodwind section)

2 FLAUTI (Flutes)

2 OBOI (Oboes)

2 CLARINETTI in Sib (B-flat Clarinets)

2 FAGOTTI (Bassoons)

 

OTTONI (Brass section)

4 CORNI (Hornes)

2 TROMBONI tenore in Sib (Tenor Trombones)

PERCUSSIONI

(Percussions)

2 TIMPANI

 

CORO (Choir)

Soprani

Alti

Tenori

Bassi

 

ARCHI (String section)

VIOLINI I (Violins I)

VIOLINI II (Violins II)

VIOLE (Violas)

VIOLONCELLI (Cellos)

CONTRABBASSI (Double Basses)

copyright © All rights reserved

SUONO DI SHOFAR A AUSCHWITZ - digitally synthesized file
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Digitally Synthesized File
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© 2017 by GIANCARLO GALTIERI - Composer

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